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SUMMARY:La Nuit Fantastique | 12-15 AGOSTO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\n\n\n\nEx chiesa del Forte\n“LA NUIT FANTASTIQUE – UN’AVVENTURA SPETTACOLARE NELLA BELLE ÉPOQUE”\nAlcune epoche non smettono di sedurci.Non perché siano state perfette\, ma perché hanno saputo trasformare la vita in visione\, il desiderio in arte\, la notte in promessa. La Belle Époque è una di queste: un tempo febbrile\, scintillante\, inquieto\, in cui pittura\, musica\, invenzione e sogno sembravano mescolarsi nello stesso respiro. \nIl nuovo spettacolo dei Les Farfadais\, La Nuit Fantastique\, in prima nazionale assoluta\, ci invita a varcare quella soglia.Non come spettatori distanti\, ma come ospiti di un caffè parigino dei primi del Novecento\, immersi in un mondo dove tutto può accadere: l’apparizione di artisti e inventori geniali\, il fascino vertiginoso di una musica immortale\, il bagliore di un’immagine che prende vita\, il confine sempre più incerto tra realtà e immaginazione. \n4 REPLICHE: 12-13-14-15 AGOSTO\, CIASCUNA CON POSTI LIMITATI! \nIn scena\, l’universo visionario dei Les Farfadais incontra la presenza di attori e musicisti\, dando vita a uno spettacolo che non si lascia rinchiudere in un solo linguaggio. Musica dal vivo\, teatro\, acrobazia\, circo contemporaneo si intrecciano in un racconto avvolgente\, costruendo una partitura di meraviglia e stupore. Il gesto acrobatico non è virtuosismo fine a sé stesso: è slancio poetico\, metamorfosi\, apparizione. La parola accompagna il viaggio come un filo narrativo capace di evocare atmosfere\, personaggi\, fantasmi di un’epoca. La musica\, dal canto suo\, apre lo spazio dell’emozione e trasforma la scena in una soglia sensibile. \nEntrare in La Nuit Fantastique significa lasciarsi sedurre da una Parigi immaginata e sognata: incontrare pittori leggendari\, ascoltare compositori visionari avvolti nei fumi d’assenzio e nelle nebbie dell’ispirazione\, attraversare la bellezza provocatoria di danzatrici e creature eccentriche\, fino a precipitare in una dimensione quasi cinematografica\, dove reale e irreale si sfiorano continuamente. \nÈ uno spettacolo che guarda alla Belle Époque non come a una cartolina nostalgica\, ma come a un laboratorio di immaginazione\, libertà e vertigine. Un tempo in cui l’arte era ancora capace di scandalizzare\, incantare\, spostare i confini del possibile. E proprio questa energia torna a vivere sulla scena\, in una forma immersiva e scintillante\, seducente e visionaria. \nLa Nuit Fantastique è\, in fondo\, un’avventura ai confini della fantasia.Ma con l’eleganza di un caffè parigino\, il brivido del teatro e la leggerezza di un sogno che\, per una sera\, sceglie di farsi spettacolo. \nCon \nLes Farfadais \nNarratore: Ivan Perna \nPianoforte: Francesco Gaspardone \nRegia di: Ivan Perna \n\n\nDurante gli spettacoli non è consentito l’ingresso ai cani
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LOCATION:Forte di Fenestrelle\, Via del Forte 1\, Fenestrelle (TO)\, 10060\, Italy
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SUMMARY:Sconcerto | 7 AGOSTO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\n\n\n\n“SCONCERTO” – ORCHESTRA SINFONICA DI ASTI E RAFFAELLO TULLO\nDa una parte un’orchestra di alto profilo che vuole incantare il pubblico con l’esecuzione delle più̀ belle composizioni classiche di Mozart\, Beethoven\, Strauss e Brahms.Dall’altra\, un grintoso showman che cerca il suo palcoscenico per esprimere il suo talento. Un incidente di percorso farà incontrare i due. Ne deriverà̀ un braccio di ferro a suon di musica e colpi di bacchetta\, un esilarante duello musicale con sorprendenti e inattese contaminazioni pop.  \nÈ uno show che mette pace fra generazioni lontane\, perché́ l’unico che può trasformare un grande classico come Va\, pensiero in un pezzo di musica trap e che modernizza la famosa scena di Typewriter di Jerry Lewis trasformandola in Whatsappwriter\, sostituendo l’ormai desueta macchina da scrivere col più̀ moderno smartphone.  \nUno spettacolo innovativo e travolgente che ha fatto il “tutto esaurito” in ognuna delle date della sua tournée e che declina stili\, registri e linguaggi diversi\, un mix tra musica e teatro\, tra solennità̀ e comicità̀\, tra esecuzioni classiche e cabaret. In altri termini\, tra chi vuole ‘concertare’ e chi\, invece\, ‘sconcertare’.  \nMa Sconcerto è anche un “gioco di ruolo” e di ruoli. L’Orchestra diventa personaggio e viene chiamata a compiere vere e proprie acrobazie musicali\, in balia di un direttore d’orchestra strampalato che tenta di dissimulare la sua inadeguatezza al ruolo per il quale si è proposto e che spesso rompe la quarta parete\, coinvolgendo il pubblico nelle sue folli e ‘sconcertanti’ invenzioni.  \nUn appuntamento imperdibile che lancia una richiesta agli spettatori: non lasciate sola l’Orchestra nelle mani di un esaltato!
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SUMMARY:ESP - Extra Sensory Perception | 5 AGOSTO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\n\n\n\n\n\n“ESP – Extra Sensory Perception” – CUBO TEATRO E BENEDETTA PARISI\nCi sono luoghi che non si visitano soltanto con gli occhi. Si attraversano con il corpo\, con l’ascolto\, con l’immaginazione. A volte basta una voce — vicina\, invisibile\, quasi interiore — perché ciò che sembrava paesaggio diventi soglia\, e ciò che sembrava rovina torni a essere presenza. \nCon ESP – Extra Sensory Perception\, Cubo Teatro e Benedetta Parisi costruiscono un’esperienza sensoriale e interattiva pensata per la Tur d’Amun di Bardonecchia\, parco archeologico che custodisce i resti dell’antico castello signorile. Qui non c’è una scena da guardare: è il luogo stesso a farsi scena. ESP è uno spettacolo/esperienza interattiva in cui ciascuno spettatore ha il proprio percorso\, ascolta suoni e voci ed è invitato a guardare\, toccare\, interagire con ciò che lo circonda.  \nLe pietre\, le traiettorie\, i silenzi e gli incontri diventano parte di un dispositivo immersivo in cui lo spettacolo accade anche nella mente di chi partecipa. Attraverso una traccia audio\, la voce guida il pubblico in un viaggio fatto di storie\, partiture\, visualizzazioni mentali. Un percorso tra reale e liminale\, in cui l’immaginazione non è evasione\, ma strumento per abitare più intensamente lo spazio e per scoprire ciò che\, normalmente\, resta ai margini dello sguardo. Ogni spettatore compie il proprio cammino individuale\, ma non è mai del tutto solo.  \nNella Tur d’Amun\, tra memoria archeologica e percezione contemporanea\, il passato non viene raccontato: viene ascoltato\, attraversato\, immaginato. \nESP è un’esperienza intima e collettiva insieme. Un invito a lasciare che la voce apra una crepa nel consueto\, trasformando la visita in rito\, il paesaggio in visione\, il luogo in una mappa segreta di percezioni. \nPensato per un gruppo ristretto di spettatori (al massimo 20 persone per volta)\, ESP viene appositamente realizzato in 4 repliche\, di circa 50 minuti ciascuna (ore 11.00 – 16.00 – 17.30 – 19.00).
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SUMMARY:Terre du Ciel | 2 AGOSTO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\nNAVETTA BARDONECCHIA-ROCHEMOLLES:  è disponibile una navetta da Bardonecchia a Rochemolles e da Rochemolles a Bardonecchia: trasporta fino a 16 persone\, QUI il link con le informazioni e gli orari. \nRochemolles è comunque agevolmente raggiungibile in auto. \n\n\n\n\n\n“TERRE DU CIEL” – GIUSEPPE CEDERNA CON WADI ENSEMBLE. CHIESA DI ROCHEMOLLES\nCi sono luoghi in cui la terra sembra avvicinarsi al cielo.Borgate sospese tra memoria e vento\, pietre che custodiscono voci\, montagne che non sono soltanto paesaggio ma destino\, ferita\, protezione\, racconto. \nRochemolles\, meravigliosa borgata di Bardonecchia\, è uno di questi luoghi. Travolta e distrutta da una valanga nel 1706\, colpita ancora nel 1961\, porta nella propria storia il segno di una fragilità antica e di una ostinata capacità di rinascita. È qui che Narrazioni Parallele Festival presenta in prima nazionale “Terre du Ciel”\, un’opera che intreccia teatro\, musica e letteratura fino a far coincidere il respiro degli interpreti con quello del paesaggio. \nIl punto di partenza è il romanzo pubblicato nel 1921 da Charles-Ferdinand Ramuz: la storia di un villaggio di montagna travolto da una valanga\, i cui abitanti risorgono in un altrove luminoso\, quasi celeste. A poco a poco dimenticano la sofferenza\, come se la felicità potesse cancellare la memoria del dolore. Ma basta una piccola perdita\, un animale smarrito\, una crepa nel quotidiano\, perché il passato torni ad affiorare e il cielo riveli la sua inquietudine. Sempre in bilico tra mistica e vita quotidiana vi viene descritta la perenne lotta nell’animo umano tra bene e male\, tra un Paradiso forse irreale e un Inferno sempre pronto a irrompere. \nIn questo “villaggio nel cielo” la montagna non è mai semplice sfondo. È presenza viva\, forza che protegge e minaccia\, luogo in cui la bellezza e il pericolo abitano la stessa soglia.  \nPer questo Terre du Ciel trova a Rochemolles una casa naturale: non porta una storia in un luogo\, ma lascia che il luogo stesso diventi parte della storia. Le sue pietre\, i suoi silenzi\, le sue memorie di resilienza e comunità entrano nella drammaturgia come una voce ulteriore. \nA guidare il racconto è Giuseppe Cederna\, straordinario interprete capace di fare della parola un viaggio fisico e interiore. Accanto a lui\, l’oboe di Jaime Gonzalez\, docente presso la Hochschule di Berna\, le percussioni di Rossana Bribò e la fisarmonica di Mario Romeo\, giovani talenti del Wadi Ensemble insieme alle voci di Alida Quirico\, Xenia Tziouvaras\, Maximiliano Illanes Campetella\, Nicola Zambon\, costruiscono un paesaggio sonoro in cui la musica sembra nascere dalla materia stessa della montagna: dal passo\, dal respiro\, dall’eco\, dalla distanza.  \nE la scrittura musicale unisce sonorità “povere” o “ agresti”\, come fisarmonica\, percussioni e oboi di vario genere\, con una vocalità ampia e melodica che non rinuncia all’espressività. \nGiuseppe Cederna: voce narrante \nJaime Gonzalez: oboe \nRossana Bribò: percussioni \nMario Romeo: fisarmonica \nSoprano: Alida Ilaria Quilico \nMezzosoprano: Xenia Tziouvaras \nTenore: Maximiliano Illanes Campetella \nBaritono: Nicola Zambon \nAdattamento Testo: Giuseppe Cederna e Willy Merz \nMusica: Willy Merz \n\n\n\n\nAlida QuilicoMaximiliano IllanesNicola ZambonXenia TziouvarasJaime GonzalezMario RomeoRossana Bribò
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LOCATION:Rochemolles (Bardonecchia)\, Borgata di Rochemolles\, Torino\, 10052\, Italy
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SUMMARY:Veni\, Vidi\, So - il Borgo Forte | 26 LUGLIO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\n\n\n\n“VENI\, VIDI\, SO – IL BORGO FORTE”\nSi vede davvero quando si vede?E cosa accade quando lo sguardo\, invece di possedere il mondo\, accetta di smarrirsi? \nVENI\, VIDI\, SO – lo sguardo che conosce nasce da questa domanda semplice e vertiginosa. Vedere non è mai soltanto vedere: ogni visione porta con sé un’ombra\, ogni luce custodisce una parte di notte\, ogni sguardo ha bisogno di un velo\, di un ostacolo\, di una distanza per imparare davvero a conoscere. \nLa performance della Compagnia Tecnologia Filosofica invita il pubblico a entrare in un’esperienza di percezione mobile\, fragile\, continuamente trasformata. Due danzatrici e un musicista abitano lo spazio come una domanda aperta: dove accade l’azione? Da dove la sto guardando? Che cosa cambia se la danza appare di lato\, da lontano\, attraverso un pertugio\, dietro una soglia\, dentro un’improvvisa cornice? E come cambia la musica quando non accompagna semplicemente la scena\, ma respira insieme al luogo? \nPer Narrazioni Parallele Festival\, VENI\, VIDI\, SO diventa un progetto site-specific costruito sui luoghi del Borgo di Fenestrelle e del Forte di Fenestrelle. Non un unico spettacolo replicato in spazi diversi\, ma un organismo che muta forma a seconda del paesaggio che lo accoglie. Il Borgo e il Forte non sono scenografie: sono corpi\, superfici\, memorie\, prospettive. Luoghi che guardano e che chiedono di essere guardati diversamente. \nIl 26 luglio\, con VENI\, VIDI\, SO_Il Borgo Forte\, lo spettacolo si dedica al BORGO: qui lo sguardo si fa erranza\, contatto\, vita minuta. Le case\, i passaggi\, le aperture\, le distanze quotidiane diventano punti di osservazione. Il pubblico non assiste soltanto: cerca\, sbircia\, si sposta\, costruisce la propria cornice. Il borgo si fa corpo\, luogo di relazione\, spazio in cui ciò che è familiare può improvvisamente diventare enigmatico. \nVENI\, VIDI\, SO è un invito a vedere con altri occhi\, ad ascoltare con altre orecchie\, a toccare con altre mani. Una performance che intreccia danza\, paesaggio sonoro live\, gesto\, materia e comunità\, ricordandoci — con Merleau-Ponty — che vediamo il mondo\, eppure dobbiamo imparare ogni giorno a vederlo.
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SUMMARY:Veni\, Vidi\, So - il Forte Borgo | 25 LUGLIO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\n\n\n\n“VENI\, VIDI\, SO – IL FORTE BORGO”\nSi vede davvero quando si vede?E cosa accade quando lo sguardo\, invece di possedere il mondo\, accetta di smarrirsi? \nVENI\, VIDI\, SO – lo sguardo che conosce nasce da questa domanda semplice e vertiginosa. Vedere non è mai soltanto vedere: ogni visione porta con sé un’ombra\, ogni luce custodisce una parte di notte\, ogni sguardo ha bisogno di un velo\, di un ostacolo\, di una distanza per imparare davvero a conoscere. \nLa performance della Compagnia Tecnologia Filosofica invita il pubblico a entrare in un’esperienza di percezione mobile\, fragile\, continuamente trasformata. Due danzatrici e un musicista abitano lo spazio come una domanda aperta: dove accade l’azione? Da dove la sto guardando? Che cosa cambia se la danza appare di lato\, da lontano\, attraverso un pertugio\, dietro una soglia\, dentro un’improvvisa cornice? E come cambia la musica quando non accompagna semplicemente la scena\, ma respira insieme al luogo? \nPer Narrazioni Parallele Festival\, VENI\, VIDI\, SO diventa un progetto site-specific costruito sui luoghi del Borgo di Fenestrelle e del Forte di Fenestrelle. Non un unico spettacolo replicato in spazi diversi\, ma un organismo che muta forma a seconda del paesaggio che lo accoglie. Il Borgo e il Forte non sono scenografie: sono corpi\, superfici\, memorie\, prospettive. Luoghi che guardano e che chiedono di essere guardati diversamente. \nIl 25 luglio\, con VENI\, VIDI\, SO_Il Forte Borgo\, la performance si rivolge al FORTE: architettura monumentale\, memoria stratificata\, macchina di pietra e di visione. Qui lo sguardo assume un’altra vibrazione: più ampia\, più verticale\, forse più inquieta. La prospettiva si dilata\, il corpo misura la distanza\, la musica abita cavità\, superfici\, echi. Nel Forte vedere significa confrontarsi con ciò che sovrasta\, protegge\, separa\, custodisce. \nVENI\, VIDI\, SO è un invito a vedere con altri occhi\, ad ascoltare con altre orecchie\, a toccare con altre mani. Una performance che intreccia danza\, paesaggio sonoro live\, gesto\, materia e comunità\, ricordandoci — con Merleau-Ponty — che vediamo il mondo\, eppure dobbiamo imparare ogni giorno a vederlo.
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SUMMARY:Veni\, Vidi\, So - Lo sguardo che conosce: ANTEPRIMA | 24 LUGLIO
DESCRIPTION:“VENI\, VIDI\, SO – LO SGUARDO CHE CONOSCE: ANTEPRIMA”\nSi vede davvero quando si vede?E cosa accade quando lo sguardo\, invece di possedere il mondo\, accetta di smarrirsi? \nVENI\, VIDI\, SO – lo sguardo che conosce nasce da questa domanda semplice e vertiginosa. Vedere non è mai soltanto vedere: ogni visione porta con sé un’ombra\, ogni luce custodisce una parte di notte\, ogni sguardo ha bisogno di un velo\, di un ostacolo\, di una distanza per imparare davvero a conoscere. \nLa performance della Compagnia Tecnologia Filosofica invita il pubblico a entrare in un’esperienza di percezione mobile\, fragile\, continuamente trasformata. Due danzatrici e un musicista abitano lo spazio come una domanda aperta: dove accade l’azione? Da dove la sto guardando? Che cosa cambia se la danza appare di lato\, da lontano\, attraverso un pertugio\, dietro una soglia\, dentro un’improvvisa cornice? E come cambia la musica quando non accompagna semplicemente la scena\, ma respira insieme al luogo? \nPer Narrazioni Parallele Festival\, VENI\, VIDI\, SO diventa un progetto site-specific costruito sui luoghi del Borgo di Fenestrelle e del Forte di Fenestrelle. Non un unico spettacolo replicato in spazi diversi\, ma un organismo che muta forma a seconda del paesaggio che lo accoglie. Il Borgo e il Forte non sono scenografie: sono corpi\, superfici\, memorie\, prospettive. Luoghi che guardano e che chiedono di essere guardati diversamente. \nIl 24 luglio l’Anteprima apre il percorso come una prima soglia: un invito a disporre lo sguardo\, a entrare in una grammatica della percezione fatta di attesa\, prossimità\, spaesamento. \nIl 25 luglio\, con VENI\, VIDI\, SO_Il Forte Borgo\, lo spettacolo si dedica al Borgo: qui lo sguardo si fa erranza\, contatto\, vita minuta. Le case\, i passaggi\, le aperture\, le distanze quotidiane diventano punti di osservazione. Il pubblico non assiste soltanto: cerca\, sbircia\, si sposta\, costruisce la propria cornice. Il borgo si fa corpo\, luogo di relazione\, spazio in cui ciò che è familiare può improvvisamente diventare enigmatico. \nIl 26 luglio\, con VENI\, VIDI\, SO_Il Borgo Forte\, la performance si rivolge invece al Forte: architettura monumentale\, memoria stratificata\, macchina di pietra e di visione. Qui lo sguardo assume un’altra vibrazione: più ampia\, più verticale\, forse più inquieta. La prospettiva si dilata\, il corpo misura la distanza\, la musica abita cavità\, superfici\, echi. Nel Forte vedere significa confrontarsi con ciò che sovrasta\, protegge\, separa\, custodisce. \nTre momenti\, dunque\, e due spettacoli che si rispecchiano senza coincidere. Come se il Borgo e il Forte fossero due occhi diversi dello stesso paesaggio: uno più intimo\, abitato\, vicino alla pelle della comunità; l’altro più vasto\, minerale\, sospeso tra difesa\, memoria e orizzonte. \nVENI\, VIDI\, SO è un invito a vedere con altri occhi\, ad ascoltare con altre orecchie\, a toccare con altre mani. Una performance che intreccia danza\, paesaggio sonoro live\, gesto\, materia e comunità\, ricordandoci — con Merleau-Ponty — che vediamo il mondo\, eppure dobbiamo imparare ogni giorno a vederlo.
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SUMMARY:Les Farfadais e Debora Benincasa: "Élégie à l'Eau" | 19 SETTEMBRE
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\n“ACQUA – LA VOCE DELL’ACQUA\, IL PESO DEL CORPO”\n3 REPLICHE: 18.30-19.30-21.00 \n“Perché dimenticare il potere dell’acqua e l’interdipendenza dei frammenti?” \nUn incredibile spettacolo sull’acqua e dentro l’acqua\, dedicato all’elemento fondamentale della vita e realizzato appositamente per il Festival. Parola\, gesto e musica si immergono (nel senso letterale del termine) nell’elemento liquido\, si fanno un tutt’uno\, ci ricordano in una vibrante elegia quanto sia forte il potere dell’acqua e quanto sia fragile l’equilibrio che rischiamo di spezzare. \nLes Farfadais è una delle compagnie di spettacolo acrobatico più apprezzate al mondo. Nel corso di 25 anni di storia hanno creato performance ardite e mozzafiato messe in scena in tutto il mondo. La Compagnia si divide tra eventi insoliti e spesso d’avanguardia e spettacoli dal taglio più tradizionale che realizza nelle sue tre sedi in Francia\, Spagna e Stati Uniti. Nel corso degli anni Les Farfadais hanno collaborato con celebri musicisti dividendo con loro il palco in occasione di concerti e tournée: tra questi Kilye Minogue\, Alicia Keys\, Wycleff Jean\, Johnny Hallyday. \nDebora Benincasa è attrice e drammaturga\, laureata al DAMS di Bologna\, è tra le fondatrici della compagnia Anomalia Teatro. Nel 2016 debutta con ANTIGONE – monologo per donna sola\, spettacolo che porta ancora in scena con oltre cento repliche\, vincitore del premio come migliore drammaturgia Mauro Rostagno e pubblicato da Suigeneris. Cura la drammaturgia di Theo – storia del cane che guardava le stelle che debutta al Fringe Torino 2019\, scrive e interpreta Era Meglio nascere topi\, che vince il premio come miglior spettacolo al CrashTest Teatro Festival e al Festival di Teatro Patologico\, dove vince anche il premio come miglior attrice\, ed è selezionato all’interno del bando Il cielo sopra Torino al Teatro Stabile di Torino. \nTesto di Claudia Lupo \n  \nINGRESSO PER TUTTI GLI SPETTACOLI DELLA GIORNATA “ACQUA”: €15 – RIDOTTO PER CHI ACQUISTA IL BIGLIETTO DELLA MOSTRA IN FONDAZIONE MERZ (acquisto presso la biglietteria della Fondazione): €10 \nSARÀ PRESENTE UN PUNTO “NARRAZIONI PARALLELE FOOD & DRINK” PER VIVERE UN TARDO POMERIGGIO E UNA SERATA DI RELAX E CULTURA.
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SUMMARY:Anomalia Teatro: "Lady Macbeth - God save the Queen" | 12 AGOSTO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\n“Quanto ancora dobbiamo togliervi prima che qualcuno abbia il coraggio di spezzarsi?” \nIl monologo Lady Macbeth – God save the Queen è una riscrittura dell’opera shakespeariana che\, pur giocando con il personaggio e con uno stile grottesco\, mantiene intatta la potenza della tragedia. Il punto di vista è unicamente quello della Lady\, crudele e annoiata\, che guarda il mondo con sofferente distacco. \nLa forza del monologo è il dialogo tra classico e contemporaneo\, tra l’adesione al testo e il suo tradimento\, inserimenti pop e immagini poetiche. \nLady Macbeth mette in discussione la nostra moralità e ci rivela\, immergendosi sempre più al suo interno\, l’estrema ferocia del potere\, ci guarda costantemente negli occhi mostrando il peggio del mondo (e di noi). \nDi e con Debora Benincasa \nRegia e ricerca movimenti: Simona Ceccobelli \nScenografia: Adele Gamba \nCostumi: Simona Randazzo  \nSuono e voci: Martino Scaglia e Flavia Chiacchella \nLighting designer: Andrea Gagliotta \nINGRESSO UNICO: €10
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LOCATION:Forte di Fenestrelle\, Via del Forte 1\, Fenestrelle (TO)\, 10060\, Italy
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SUMMARY:Cristina Donà\, Elena Dak\, Saverio Lanza: "La Musa e l’orizzonte" | 10 AGOSTO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\nÈ l’orizzonte il punto da cui partire.È la linea che invita ad interrogarsi e poi ad esplorare cosa essa nasconda\, schiuda\, prometta. Il viaggio di esplorazione in cui si vorrebbe condurre lo spettatore parte da esperienze vere o immaginate\, che aprono scenari geografici e antropologici sempre nuovi in cui aggirarsi con tutti i sensi. \nLa parola\, espressa in forma di lettura scenica e attraverso il canto\, vola sulle note di un paesaggio sonoro creato proprio per condurre sui sentieri del mondo. L’orizzonte è la meta a cui anelare\, ma anche Musa ispiratrice per i tre protagonisti\, che pur avendo alfabeti diversi sanno trovare un linguaggio comune. \nUn’icona della musica indipendente\, Cristina Donà\, un’antropologa\, Elena Dak\, ed un compositore e sperimentatore musicale\, Saverio Lanza (vincitore del Premio Tenco nel 2015 e già al fianco di Bugo\, PGR\, Vasco Rossi\, Piero Pelù\, Biagio Antonacci\, Irene Grandi e Stefano Bollani) insieme per raccontare in musica e parole cosa si schiude dietro ogni viaggio\, oltre l’orizzonte. \nIl lungo e felice percorso artistico che fa di Cristina Donà una delle voci più originali della scena musicale italiana\, inizia nei primi anni novanta. Cristina\, che ha contribuito a definire una nuova stagione del rock di matrice mediterranea\, è una delle poche artiste italiane capaci di “rivaleggiare” con le grandi colleghe che all’estero hanno reinventato il modello di interprete e autrice. Sempre in grado di rinnovarsi\, la Donà è divenuta prima punto di riferimento\, poi figura ispiratrice per le nuove generazioni di musicisti italiani. \nElena Dak\, Dacome all’anagrafe\, è antropologa\, guida sahariana e scrittrice. Nasce a Venezia nel 1970 e lavora da vent’anni anni come guida in Africa\, Medio Oriente e Asia Centrale\, per vari Operatori italiani e stranieri. È laureata in Conservazione dei beni culturali con indirizzo antropologico presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e in scienze antropologiche ed etnologiche alla Bicocca di Milano. Ha tenuto diversi seminari e lezioni presso Ca’ Foscari\, la Bicocca\, l’Università di Bologna e Parma oltre a conferenze e corsi on line in antropologia del nomadismo. Da anni è uno dei volti della trasmissione Tv Overland come esperta di approfondimenti antropologici e culturali. \nSaverio Lanza lavora in un ambito musicale a cavallo tra musica di ricerca e canzone d’autore sia come produttore che come autore\, in studio e live. Tra i vari artisti con cui ha collaborato ci sono Cristina Donà\, con la quale nel 2015 riceve il Premio Tenco\, PGR (ex CSI)\, Ginevra Di Marco\, Bugo\, Vasco Rossi\, Piero Pelù\, Biagio Antonacci\, Arisa\, Sarah Jane Morris\, Irene Grandi & Stefano Bollani. Nel 2005 fonda insieme al fratello fotografo Marco il progetto PASTIS\, collocato tra fotografia\, video e musica vincendo il Premio Ciampisezione “L’altrarte” ed esponendo lavori al Tribeca Cinema di New York. \nCristina Donà : voce\, chitarra\, canto panoramico \nElena Dak : voce narrante\, esplorazioni \nSaverio Lanza : chitarre\, piano\, paesaggi sonori \nINGRESSO UNICO: €15
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