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SUMMARY:Passi Egizi | 1 LUGLIO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\nSi può acquistare il biglietto:\n 1) ONLINE: Intero (€15) o Ridotto studenti (€13)\n 2) IN CASSA LA SERA DELLO SPETTACOLO a partire dalle 20.00 acquistando a) solo Spettacolo b) o lo Spettacolo + la Mostra “Gaza\, il futuro ha un cuore antico- materie e memorie del Mediterraneo”\, visitabile dalle 20.00 alle 21.00. In tal caso si ha diritto ad una doppia riduzione e il biglietto per lo spettacolo costa €10 e quello per la mostra €6\,00\n____________________\n \n“P A Ƨ S I  Ʃ G I Z I” – SABRINA OGGERO VIALE TRIO\nCi sono viaggi che non attraversano lo spazio\, ma il tempo profondo delle civiltà.Viaggi che iniziano da una voce e aprono\, nota dopo nota\, una soglia: verso il rito\, il mito\, la notte\, la memoria. \nCon P A Ƨ S I Ʃ G I Z I\, ideato da Sabrina Oggero Viale in occasione del bicentenario del Museo Egizio di Torino\, il concerto diventa un’esperienza sonora di attraversamento. Non una semplice evocazione dell’antico Egitto\, ma un cammino immaginario tra presenze potenti e ambivalenti: dee creatrici e distruttrici\, figure venerate e temute\, cantatrici del tempio\, sacerdotesse\, voci che sembrano emergere da un tempo remoto e parlare ancora al nostro presente. \nAl centro\, il canto: guida\, invocazione\, materia viva. È la voce a condurci nel viaggio notturno del Dio Sole Ra\, a portarci davanti alla “falsa porta” del tempio\, là dove il confine tra vita e aldilà si fa domanda\, dubbio\, vertigine. È ancora la voce a richiamare la principessa Ahmose\, la cui mummia è conservata a Torino\, e ad aprire infine uno spazio di luce con Amel— speranza\, in arabo — come invito a gioire\, cantare\, ora come allora. \nLingue diverse — inglese\, italiano\, francese\, arabo\, gramelot — si fondono in una linea sonora che unisce epoche e mondi. Jazz\, canto popolare e rituale\, pop e improvvisazione si intrecciano come sabbia\, vento\, respiro. Accanto alla voce di Sabrina Oggero Viale\, la chitarra classica di Loris Deval e la tromba con live effects di Tiziano Codoro costruiscono un paesaggio acustico ed elettrico\, fragile e visionario: atmosfere notturne\, canti rituali\, delicate sospensioni liriche improvvisamente attraversate da assoli jazz e sciamanici. \nP A Ƨ S I Ʃ G I Z I è un ponte sonoro tra ciò che è stato e ciò che continua a vibrare. Un rito contemporaneo in cui l’antico non viene contemplato da lontano\, ma risvegliato: come una voce sepolta che torna a chiamarci\, da altri tempi\, verso la speranza.
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SUMMARY:Moirai | 2 LUGLIO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\nSi può acquistare il biglietto:\n 1) ONLINE: Intero (€15) o Ridotto studenti (€13)\n 2) IN CASSA LA SERA DELLO SPETTACOLO a partire dalle 20.00 acquistando a) solo Spettacolo b) o lo Spettacolo + la Mostra “Gaza\, il futuro ha un cuore antico- materie e memorie del Mediterraneo”\, visitabile dalle 20.00 alle 21.00. In tal caso si ha diritto ad una doppia riduzione e il biglietto per lo spettacolo costa €10 e quello per la mostra €6\,00\n____________________\n“MOIRAI”\nMoirai è il termine greco che indica le Moire\, le Parche.Su invito a ispirarsi all’arte della tessitura\, Bianco — accompagnato dai madrigali di Monteverdi — mette in risalto quei fili sottili che sembra determinino il nostro destino: il mistero della vita\, dell’amore e della morte che si intrecciano anche a nel canto monteverdiano.I fili delle Moire\, inspiegabili nelle loro traiettorie\, compongono la trama di un destino sconosciuto\, spesso pronto a sorprenderci con l’imprevedibile lacerazione delle sue maglie. Ne nasce un lavoro sulla caducità delle cose umane e\, al tempo stesso\, sull’appassionato e continuo evolversi della vita. \nIdeazione e coreografia: Raphael BiancoMusiche: Claudio MonteverdiLive Electronics: Cristina Mercuri
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SUMMARY:Ancia Elettronica | 3 LUGLIO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\nSi può acquistare il biglietto:\n 1) ONLINE: Intero (€15) o Ridotto studenti (€13)\n 2) IN CASSA LA SERA DELLO SPETTACOLO a partire dalle 20.00 acquistando a) solo Spettacolo b) o lo Spettacolo + la Mostra “Gaza\, il futuro ha un cuore antico- materie e memorie del Mediterraneo”\, visitabile dalle 20.00 alle 21.00. In tal caso si ha diritto ad una doppia riduzione e il biglietto per lo spettacolo costa €10 e quello per la mostra €6\,00\n____________________\n \n“ANCIA ELETTRONICA” – ANDRAŽ GOLOB E CRISTINA MERCURI\nNello spirito del Festival si moltiplicano gli incontri ispirati alle “narrazioni parallele”: visioni che si intrecciano in modo emozionante\, sorprendente seppur apparentemente destinate a non incontrarsi mai. \nCon “Ancia Elettronica”\, Andraž Golob e Cristina Mercuri abitano proprio questa distanza: non per cancellarla\, ma per attraversarla. Il progetto nasce nello spirito più autentico di Narrazioni Parallele Festival: mettere in relazione traiettorie che sembrerebbero destinate a procedere separate\, e scoprire invece che proprio nello scarto\, nell’attrito\, nell’ascolto reciproco può nascere una lingua nuova. \nGolob porta con sé il rigore e la profondità di una formazione classica internazionale: clarinettista sloveno\, è clarinetto basso dei Berliner Philharmoniker dal 2021\, dopo un percorso che lo ha condotto dalla Slovenia a Graz\, passando per esperienze orchestrali e cameristiche di altissimo livello. Cristina Mercuri porta invece la vibrazione del suono elettronico\, la possibilità di trasformare la materia acustica in spazio mentale\, impulso\, riverbero\, visione. \nIl loro incontro non cerca una fusione rassicurante. Al contrario\, accetta il rischio del contrasto: rimandi\, deviazioni\, ammiccamenti\, fratture improvvise e momenti di inattesa sintesi. L’ancia diventa soglia\, l’elettronica diventa respiro; il gesto strumentale si prolunga nel circuito\, mentre il suono digitale sembra cercare una propria carne\, una propria voce. \nIn questo dialogo\, la musica si fa esercizio di apertura. Dimostra che un linguaggio comune non nasce dall’annullamento delle differenze\, ma dalla loro capacità di ascoltarsi. “Ancia Elettronica” è così una piccola\, intensa dichiarazione poetica contro i muri e le separazioni: un concerto come luogo di incontro\, in cui due identità sonore si sfidano\, si trasformano e\, per un istante\, imparano a parlare insieme.
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SUMMARY:Rapsodia di Terra e di Luna - Le voci femminili dell'antichità | 4 LUGLIO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\n\n\n\nSi può acquistare il biglietto:\n 1) ONLINE: Intero (€15) o Ridotto studenti (€13)\n 2) IN CASSA LA SERA DELLO SPETTACOLO a partire dalle 20.00 acquistando a) solo Spettacolo b) o lo Spettacolo + la Mostra “Gaza\, il futuro ha un cuore antico- materie e memorie del Mediterraneo”\, visitabile dalle 20.00 alle 21.00. In tal caso si ha diritto ad una doppia riduzione e il biglietto per lo spettacolo costa €10 e quello per la mostra €6\,00\n____________________\n \n“RAPSODIA DI TERRA E DI LUNA – LE VOCI FEMMINILI DELL’ANTICHITÀ” – ANGELICA CATHARIOU\, MARIA ELENA BOVIO\, ALEXANDAR GRANDAL\nCi sono voci che arrivano da lontanissimo e non hanno mai smesso di parlarci.Sono voci incise nella pietra\, affidate alla memoria dei templi\, custodite nei frammenti della poesia\, sopravvissute al crollo degli imperi e alla polvere dei secoli. Voci di donne che non appartengono soltanto al passato: lo attraversano\, lo incrinano\, lo illuminano. \nCon Rapsodia di Terra e di Luna\, la voce di Angelica Cathariou\, l’arpa di Maria Elena Bovio e il fagotto di Alexander Grandal aprono un varco sonoro verso la Grecia arcaica e verso civiltà ancora più remote\, dimenticate solo in apparenza. Il concerto diventa così un viaggio tra mondi scomparsi e sensibilità contemporanea\, dove la musica non ricostruisce semplicemente l’antico\, ma lo risveglia come una materia viva\, fragile e incandescente. \nAl centro del percorso emergono figure femminili che hanno abitato la parola come atto d’amore\, di potere\, di preghiera. Enheduanna\, principessa e sacerdotessa nell’impero di Sargon\, tra le prime autrici di cui conosciamo il nome\, fa risuonare una voce che unisce il sacro alla politica\, il canto all’autorità spirituale. Saffo\, dal suo tiaso\, trasforma il desiderio in forma poetica assoluta\, facendo dell’intimità una forza capace di attraversare i millenni. Sulpicia\, nella Roma del I secolo a.C.\, consegna alla parola amorosa una libertà sorprendente\, ancora oggi vicina\, diretta\, ardente. \nA dare corpo a queste presenze è un trio dal timbro raro: la voce intensa di Angelica Cathariou\, artista capace di muoversi tra teatro musicale\, repertorio operistico e ricerca contemporanea; l’arpa di Maria Elena Bovio\, docente al Conservatorio “G. Verdi” di Milano e interprete attiva tra repertorio classico e musica d’oggi; il fagotto di Alexander Grandal\, primo fagotto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI\, strumento dalla voce profonda\, arcaica\, quasi terrestre.  \nVoce\, arpa e fagotto formano una costellazione sonora inattesa: il respiro\, la corda\, il legno. Tre materie diverse che evocano il rito\, il racconto\, la memoria.  \nRapsodia di Terra e di Luna non è un omaggio museale\, ma un ascolto vivo. È un invito a riconoscere\, nelle parole di queste donne\, domande che non si sono mai spente: il desiderio\, il potere\, il rapporto con il divino\, il corpo\, la libertà\, la possibilità di lasciare una traccia. Perché alcune voci non chiedono di essere ricordate: chiedono di essere nuovamente ascoltate.
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SUMMARY:Veni\, Vidi\, So - Lo sguardo che conosce: ANTEPRIMA | 24 LUGLIO
DESCRIPTION:“VENI\, VIDI\, SO – LO SGUARDO CHE CONOSCE: ANTEPRIMA”\nSi vede davvero quando si vede?E cosa accade quando lo sguardo\, invece di possedere il mondo\, accetta di smarrirsi? \nVENI\, VIDI\, SO – lo sguardo che conosce nasce da questa domanda semplice e vertiginosa. Vedere non è mai soltanto vedere: ogni visione porta con sé un’ombra\, ogni luce custodisce una parte di notte\, ogni sguardo ha bisogno di un velo\, di un ostacolo\, di una distanza per imparare davvero a conoscere. \nLa performance della Compagnia Tecnologia Filosofica invita il pubblico a entrare in un’esperienza di percezione mobile\, fragile\, continuamente trasformata. Due danzatrici e un musicista abitano lo spazio come una domanda aperta: dove accade l’azione? Da dove la sto guardando? Che cosa cambia se la danza appare di lato\, da lontano\, attraverso un pertugio\, dietro una soglia\, dentro un’improvvisa cornice? E come cambia la musica quando non accompagna semplicemente la scena\, ma respira insieme al luogo? \nPer Narrazioni Parallele Festival\, VENI\, VIDI\, SO diventa un progetto site-specific costruito sui luoghi del Borgo di Fenestrelle e del Forte di Fenestrelle. Non un unico spettacolo replicato in spazi diversi\, ma un organismo che muta forma a seconda del paesaggio che lo accoglie. Il Borgo e il Forte non sono scenografie: sono corpi\, superfici\, memorie\, prospettive. Luoghi che guardano e che chiedono di essere guardati diversamente. \nIl 24 luglio l’Anteprima apre il percorso come una prima soglia: un invito a disporre lo sguardo\, a entrare in una grammatica della percezione fatta di attesa\, prossimità\, spaesamento. \nIl 25 luglio\, con VENI\, VIDI\, SO_Il Forte Borgo\, lo spettacolo si dedica al Borgo: qui lo sguardo si fa erranza\, contatto\, vita minuta. Le case\, i passaggi\, le aperture\, le distanze quotidiane diventano punti di osservazione. Il pubblico non assiste soltanto: cerca\, sbircia\, si sposta\, costruisce la propria cornice. Il borgo si fa corpo\, luogo di relazione\, spazio in cui ciò che è familiare può improvvisamente diventare enigmatico. \nIl 26 luglio\, con VENI\, VIDI\, SO_Il Borgo Forte\, la performance si rivolge invece al Forte: architettura monumentale\, memoria stratificata\, macchina di pietra e di visione. Qui lo sguardo assume un’altra vibrazione: più ampia\, più verticale\, forse più inquieta. La prospettiva si dilata\, il corpo misura la distanza\, la musica abita cavità\, superfici\, echi. Nel Forte vedere significa confrontarsi con ciò che sovrasta\, protegge\, separa\, custodisce. \nTre momenti\, dunque\, e due spettacoli che si rispecchiano senza coincidere. Come se il Borgo e il Forte fossero due occhi diversi dello stesso paesaggio: uno più intimo\, abitato\, vicino alla pelle della comunità; l’altro più vasto\, minerale\, sospeso tra difesa\, memoria e orizzonte. \nVENI\, VIDI\, SO è un invito a vedere con altri occhi\, ad ascoltare con altre orecchie\, a toccare con altre mani. Una performance che intreccia danza\, paesaggio sonoro live\, gesto\, materia e comunità\, ricordandoci — con Merleau-Ponty — che vediamo il mondo\, eppure dobbiamo imparare ogni giorno a vederlo.
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LOCATION:Ufficio del Turismo di Fenestrelle\, Via Umberto I\, 100\, Fenestrelle (TO)\, 10060\, Italy
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SUMMARY:Veni\, Vidi\, So - il Forte Borgo | 25 LUGLIO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\n\n\n\n“VENI\, VIDI\, SO – IL FORTE BORGO”\nSi vede davvero quando si vede?E cosa accade quando lo sguardo\, invece di possedere il mondo\, accetta di smarrirsi? \nVENI\, VIDI\, SO – lo sguardo che conosce nasce da questa domanda semplice e vertiginosa. Vedere non è mai soltanto vedere: ogni visione porta con sé un’ombra\, ogni luce custodisce una parte di notte\, ogni sguardo ha bisogno di un velo\, di un ostacolo\, di una distanza per imparare davvero a conoscere. \nLa performance della Compagnia Tecnologia Filosofica invita il pubblico a entrare in un’esperienza di percezione mobile\, fragile\, continuamente trasformata. Due danzatrici e un musicista abitano lo spazio come una domanda aperta: dove accade l’azione? Da dove la sto guardando? Che cosa cambia se la danza appare di lato\, da lontano\, attraverso un pertugio\, dietro una soglia\, dentro un’improvvisa cornice? E come cambia la musica quando non accompagna semplicemente la scena\, ma respira insieme al luogo? \nPer Narrazioni Parallele Festival\, VENI\, VIDI\, SO diventa un progetto site-specific costruito sui luoghi del Borgo di Fenestrelle e del Forte di Fenestrelle. Non un unico spettacolo replicato in spazi diversi\, ma un organismo che muta forma a seconda del paesaggio che lo accoglie. Il Borgo e il Forte non sono scenografie: sono corpi\, superfici\, memorie\, prospettive. Luoghi che guardano e che chiedono di essere guardati diversamente. \nIl 25 luglio\, con VENI\, VIDI\, SO_Il Forte Borgo\, la performance si rivolge al FORTE: architettura monumentale\, memoria stratificata\, macchina di pietra e di visione. Qui lo sguardo assume un’altra vibrazione: più ampia\, più verticale\, forse più inquieta. La prospettiva si dilata\, il corpo misura la distanza\, la musica abita cavità\, superfici\, echi. Nel Forte vedere significa confrontarsi con ciò che sovrasta\, protegge\, separa\, custodisce. \nVENI\, VIDI\, SO è un invito a vedere con altri occhi\, ad ascoltare con altre orecchie\, a toccare con altre mani. Una performance che intreccia danza\, paesaggio sonoro live\, gesto\, materia e comunità\, ricordandoci — con Merleau-Ponty — che vediamo il mondo\, eppure dobbiamo imparare ogni giorno a vederlo.
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SUMMARY:Veni\, Vidi\, So - il Borgo Forte | 26 LUGLIO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\n\n\n\n“VENI\, VIDI\, SO – IL BORGO FORTE”\nSi vede davvero quando si vede?E cosa accade quando lo sguardo\, invece di possedere il mondo\, accetta di smarrirsi? \nVENI\, VIDI\, SO – lo sguardo che conosce nasce da questa domanda semplice e vertiginosa. Vedere non è mai soltanto vedere: ogni visione porta con sé un’ombra\, ogni luce custodisce una parte di notte\, ogni sguardo ha bisogno di un velo\, di un ostacolo\, di una distanza per imparare davvero a conoscere. \nLa performance della Compagnia Tecnologia Filosofica invita il pubblico a entrare in un’esperienza di percezione mobile\, fragile\, continuamente trasformata. Due danzatrici e un musicista abitano lo spazio come una domanda aperta: dove accade l’azione? Da dove la sto guardando? Che cosa cambia se la danza appare di lato\, da lontano\, attraverso un pertugio\, dietro una soglia\, dentro un’improvvisa cornice? E come cambia la musica quando non accompagna semplicemente la scena\, ma respira insieme al luogo? \nPer Narrazioni Parallele Festival\, VENI\, VIDI\, SO diventa un progetto site-specific costruito sui luoghi del Borgo di Fenestrelle e del Forte di Fenestrelle. Non un unico spettacolo replicato in spazi diversi\, ma un organismo che muta forma a seconda del paesaggio che lo accoglie. Il Borgo e il Forte non sono scenografie: sono corpi\, superfici\, memorie\, prospettive. Luoghi che guardano e che chiedono di essere guardati diversamente. \nIl 26 luglio\, con VENI\, VIDI\, SO_Il Borgo Forte\, lo spettacolo si dedica al BORGO: qui lo sguardo si fa erranza\, contatto\, vita minuta. Le case\, i passaggi\, le aperture\, le distanze quotidiane diventano punti di osservazione. Il pubblico non assiste soltanto: cerca\, sbircia\, si sposta\, costruisce la propria cornice. Il borgo si fa corpo\, luogo di relazione\, spazio in cui ciò che è familiare può improvvisamente diventare enigmatico. \nVENI\, VIDI\, SO è un invito a vedere con altri occhi\, ad ascoltare con altre orecchie\, a toccare con altre mani. Una performance che intreccia danza\, paesaggio sonoro live\, gesto\, materia e comunità\, ricordandoci — con Merleau-Ponty — che vediamo il mondo\, eppure dobbiamo imparare ogni giorno a vederlo.
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SUMMARY:Terre du Ciel | 2 AGOSTO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\nNAVETTA BARDONECCHIA-ROCHEMOLLES:  è disponibile una navetta da Bardonecchia a Rochemolles e da Rochemolles a Bardonecchia: trasporta fino a 16 persone\, QUI il link con le informazioni e gli orari. \nRochemolles è comunque agevolmente raggiungibile in auto. \n\n\n\n\n\n“TERRE DU CIEL” – GIUSEPPE CEDERNA CON WADI ENSEMBLE. CHIESA DI ROCHEMOLLES\nCi sono luoghi in cui la terra sembra avvicinarsi al cielo.Borgate sospese tra memoria e vento\, pietre che custodiscono voci\, montagne che non sono soltanto paesaggio ma destino\, ferita\, protezione\, racconto. \nRochemolles\, meravigliosa borgata di Bardonecchia\, è uno di questi luoghi. Travolta e distrutta da una valanga nel 1706\, colpita ancora nel 1961\, porta nella propria storia il segno di una fragilità antica e di una ostinata capacità di rinascita. È qui che Narrazioni Parallele Festival presenta in prima nazionale “Terre du Ciel”\, un’opera che intreccia teatro\, musica e letteratura fino a far coincidere il respiro degli interpreti con quello del paesaggio. \nIl punto di partenza è il romanzo pubblicato nel 1921 da Charles-Ferdinand Ramuz: la storia di un villaggio di montagna travolto da una valanga\, i cui abitanti risorgono in un altrove luminoso\, quasi celeste. A poco a poco dimenticano la sofferenza\, come se la felicità potesse cancellare la memoria del dolore. Ma basta una piccola perdita\, un animale smarrito\, una crepa nel quotidiano\, perché il passato torni ad affiorare e il cielo riveli la sua inquietudine. Sempre in bilico tra mistica e vita quotidiana vi viene descritta la perenne lotta nell’animo umano tra bene e male\, tra un Paradiso forse irreale e un Inferno sempre pronto a irrompere. \nIn questo “villaggio nel cielo” la montagna non è mai semplice sfondo. È presenza viva\, forza che protegge e minaccia\, luogo in cui la bellezza e il pericolo abitano la stessa soglia.  \nPer questo Terre du Ciel trova a Rochemolles una casa naturale: non porta una storia in un luogo\, ma lascia che il luogo stesso diventi parte della storia. Le sue pietre\, i suoi silenzi\, le sue memorie di resilienza e comunità entrano nella drammaturgia come una voce ulteriore. \nA guidare il racconto è Giuseppe Cederna\, straordinario interprete capace di fare della parola un viaggio fisico e interiore. Accanto a lui\, l’oboe di Jaime Gonzalez\, docente presso la Hochschule di Berna\, le percussioni di Rossana Bribò e la fisarmonica di Mario Romeo\, giovani talenti del Wadi Ensemble insieme alle voci di Alida Quirico\, Xenia Tziouvaras\, Maximiliano Illanes Campetella\, Nicola Zambon\, costruiscono un paesaggio sonoro in cui la musica sembra nascere dalla materia stessa della montagna: dal passo\, dal respiro\, dall’eco\, dalla distanza.  \nE la scrittura musicale unisce sonorità “povere” o “ agresti”\, come fisarmonica\, percussioni e oboi di vario genere\, con una vocalità ampia e melodica che non rinuncia all’espressività. \nGiuseppe Cederna: voce narrante \nJaime Gonzalez: oboe \nRossana Bribò: percussioni \nMario Romeo: fisarmonica \nSoprano: Alida Ilaria Quilico \nMezzosoprano: Xenia Tziouvaras \nTenore: Maximiliano Illanes Campetella \nBaritono: Nicola Zambon \nAdattamento Testo: Giuseppe Cederna e Willy Merz \nMusica: Willy Merz \n\n\n\n\nAlida QuilicoMaximiliano IllanesNicola ZambonXenia TziouvarasJaime GonzalezMario RomeoRossana Bribò
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SUMMARY:Bri-Boosta | 4 AGOSTO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\n\n\n\n“BRI-BOOSTA”\nNPF porta al Palazzo delle Feste di Bardonecchia un incontro che è\, prima di tutto\, una collisione di visioni: “Bri-Boosta”.  \nSul palco\, due personalità artistiche apparentemente distanti si fondono in una narrazione sonora inedita\, dove il pianoforte\, l’elettronica e le percussioni diventano i mezzi di una conversazione profonda. \nDavide “Boosta” Dileo non ha bisogno di presentazioni\, ma continua a stupire per la sua capacità di sottrarsi alle definizioni. Cofondatore e tastierista dei Subsonica\, ha attraversato oltre venticinque anni di scena musicale italiana muovendosi tra elettronica\, pop\, ricerca sonora e scrittura per immagini. \nLa sua traiettoria artistica lo porta dai grandi palchi live ai progetti più intimi e sperimentali\, fino alla composizione per pianoforte\, alle installazioni e alle esperienze immersive. In Boosta il suono non è mai semplice accompagnamento: è materia narrativa\, spazio emotivo\, dispositivo capace di trasformare la percezione. \nMusicista eclettico e artista duttile\, Boosta abita il confine tra il pop colto e la sperimentazione. Al pianoforte\, la sua ricerca si fa intima\, capace di costruire strutture armoniche che l’elettronica poi espande\, frammenta e proietta nel futuro. \nDall’altra parte del palco troviamo Rossana Bribò\, giovane talento dal profilo già internazionale che incarna la nuova linfa della percussione contemporanea. La sua è una presenza magnetica\, fatta di precisione tecnica e di una sensibilità istintiva nel manipolare il ritmo. Bribò non si limita ad accompagnare: sfida\, risponde e arricchisce il tessuto sonoro con una forza organica che bilancia perfettamente le architetture digitali di Dileo. \nBriBoosta è il racconto di questo scambio. È la maturità di un artista che ha esplorato palchi di ogni dimensione che incontra il vigore e l’energia di una carriera in ascesa. Non è solo un concerto\, ma un esperimento di equilibrio: tra la riflessione al tasto bianco e nero e l’impatto fisico del battito\, tra l’esperienza consolidata e l’audacia della gioventù. \nUn appuntamento unico\, imperdibile\, pensato appositamente per Narrazioni Parallele Festival e per chi vuole ascoltare come due identità così forti possano rinunciare a una parte di sé per creare\, insieme\, un suono che prima non esisteva.
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LOCATION:Palazzo delle Feste Bardonecchia\, Piazza Valle Stretta\, 1\, Bardonecchia\, 10052\, Italy
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SUMMARY:ESP - Extra Sensory Perception | 5 AGOSTO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\n\n\n\n\n\n“ESP – Extra Sensory Perception” – CUBO TEATRO E BENEDETTA PARISI\nCi sono luoghi che non si visitano soltanto con gli occhi. Si attraversano con il corpo\, con l’ascolto\, con l’immaginazione. A volte basta una voce — vicina\, invisibile\, quasi interiore — perché ciò che sembrava paesaggio diventi soglia\, e ciò che sembrava rovina torni a essere presenza. \nCon ESP – Extra Sensory Perception\, Cubo Teatro e Benedetta Parisi costruiscono un’esperienza sensoriale e interattiva pensata per la Tur d’Amun di Bardonecchia\, parco archeologico che custodisce i resti dell’antico castello signorile. Qui non c’è una scena da guardare: è il luogo stesso a farsi scena. ESP è uno spettacolo/esperienza interattiva in cui ciascuno spettatore ha il proprio percorso\, ascolta suoni e voci ed è invitato a guardare\, toccare\, interagire con ciò che lo circonda.  \nLe pietre\, le traiettorie\, i silenzi e gli incontri diventano parte di un dispositivo immersivo in cui lo spettacolo accade anche nella mente di chi partecipa. Attraverso una traccia audio\, la voce guida il pubblico in un viaggio fatto di storie\, partiture\, visualizzazioni mentali. Un percorso tra reale e liminale\, in cui l’immaginazione non è evasione\, ma strumento per abitare più intensamente lo spazio e per scoprire ciò che\, normalmente\, resta ai margini dello sguardo. Ogni spettatore compie il proprio cammino individuale\, ma non è mai del tutto solo.  \nNella Tur d’Amun\, tra memoria archeologica e percezione contemporanea\, il passato non viene raccontato: viene ascoltato\, attraversato\, immaginato. \nESP è un’esperienza intima e collettiva insieme. Un invito a lasciare che la voce apra una crepa nel consueto\, trasformando la visita in rito\, il paesaggio in visione\, il luogo in una mappa segreta di percezioni. \nPensato per un gruppo ristretto di spettatori (al massimo 20 persone per volta)\, ESP viene appositamente realizzato in 4 repliche\, di circa 50 minuti ciascuna (ore 11.00 – 16.00 – 17.30 – 19.00).
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SUMMARY:Sconcerto | 7 AGOSTO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\n\n\n\n“SCONCERTO” – ORCHESTRA SINFONICA DI ASTI E RAFFAELLO TULLO\nDa una parte un’orchestra di alto profilo che vuole incantare il pubblico con l’esecuzione delle più̀ belle composizioni classiche di Mozart\, Beethoven\, Strauss e Brahms.Dall’altra\, un grintoso showman che cerca il suo palcoscenico per esprimere il suo talento. Un incidente di percorso farà incontrare i due. Ne deriverà̀ un braccio di ferro a suon di musica e colpi di bacchetta\, un esilarante duello musicale con sorprendenti e inattese contaminazioni pop.  \nÈ uno show che mette pace fra generazioni lontane\, perché́ l’unico che può trasformare un grande classico come Va\, pensiero in un pezzo di musica trap e che modernizza la famosa scena di Typewriter di Jerry Lewis trasformandola in Whatsappwriter\, sostituendo l’ormai desueta macchina da scrivere col più̀ moderno smartphone.  \nUno spettacolo innovativo e travolgente che ha fatto il “tutto esaurito” in ognuna delle date della sua tournée e che declina stili\, registri e linguaggi diversi\, un mix tra musica e teatro\, tra solennità̀ e comicità̀\, tra esecuzioni classiche e cabaret. In altri termini\, tra chi vuole ‘concertare’ e chi\, invece\, ‘sconcertare’.  \nMa Sconcerto è anche un “gioco di ruolo” e di ruoli. L’Orchestra diventa personaggio e viene chiamata a compiere vere e proprie acrobazie musicali\, in balia di un direttore d’orchestra strampalato che tenta di dissimulare la sua inadeguatezza al ruolo per il quale si è proposto e che spesso rompe la quarta parete\, coinvolgendo il pubblico nelle sue folli e ‘sconcertanti’ invenzioni.  \nUn appuntamento imperdibile che lancia una richiesta agli spettatori: non lasciate sola l’Orchestra nelle mani di un esaltato!
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SUMMARY:Not my value - This is not an encore | 10 AGOSTO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\n\n\n\nEx chiesa del Forte\n“NOT MY VALUE – THIS IS NOT AN ENCORE”\nCi sono concerti che iniziano quando la musica comincia.E altri che sembrano arrivare da un luogo più ambiguo: da un sogno già iniziato\, da una stanza mentale\, da un’immagine che non sappiamo più se appartenga al cinema\, alla memoria o a un incubo gentile. \nThis Is Not an Encore dei Not My Value nasce in questa zona di confine. Il duo milanese costruisce un universo dark trip-hop psichedelico fatto di echi inquieti\, atmosfere oniriche\, improvvisi capovolgimenti sonori. La loro musica non procede in linea retta: eppure il loro concerto non è un insieme di brani\, ma un flusso unico\, continuo. Non ci sono pause\, silenzi\, interruzioni\, spiegazioni: i pezzi si susseguono senza soluzione di continuità\, dando vita a un’esperienza immersiva che cattura l’attenzione dall’inizio alla fine. \nIn piena sintonia con la cifra estetica e culturale di Narrazioni Parallele Festival\, lo spettacolo non separa i linguaggi\, ma li lascia contaminare. Musica\, teatro e visual diventano un unico flusso\, una materia instabile in cui il suono genera immagini\, le immagini aprono domande\, la scena si trasforma in una soglia percettiva. \nA guidare il viaggio è NMV84\, un robot di legno e ingranaggi: creatura fragile e meccanica\, oracolo imperfetto\, compagno di attraversamento. Prende la parola\, formula pensieri filosofici\, accompagna il pubblico dentro un percorso che somiglia a un rito notturno\, a un videogioco dell’inconscio\, a una mappa da decifrare. \nIl viaggio si articola in tre atti — Sogno\, Limbo\, Realtà — come tre stanze da attraversare o tre prove da superare. Ogni passaggio apre una parola chiave\, una domanda\, una possibilità di smarrimento. Tra le ombre si intravedono le suggestioni di Berardi\, Mark Fisher\, Camus\, Douglas Adams\, David Lynch e Chuck Palahniuk: pensieri sul presente\, sull’assurdo\, sull’alienazione\, sulla fuga e sulla sopravvivenza emotiva in un mondo che spesso sembra programmato per non farci sentire. \nThis Is Not an Encore non è un bis\, non è una replica\, non è un ritorno rassicurante. È un falso finale\, un sogno elettrico che continua quando credevamo fosse finito. Un concerto-spettacolo in cui il pubblico non assiste soltanto: entra in un dispositivo visionario\, attraversa prove\, ascolta voci\, cerca segni\, fino a domandarsi dove finisca la realtà e dove cominci il sogno. \nUn’esperienza per chi ama perdersi nei margini: là dove il suono diventa teatro\, il pensiero diventa immagine\, e una macchina di legno può improvvisamente parlarci della nostra umanità. \n\n \nDurante gli spettacoli non è consentito l’ingresso ai cani
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SUMMARY:Passion Galliano | 11 AGOSTO
DESCRIPTION:BIGLIETTI ESAURITI\n\n\n\n\n\nEx chiesa del Forte\n“PASSION GALLIANO“\nAlcuni strumenti custodiscono una memoria collettiva. La fisarmonica è uno di questi: respiro popolare\, voce di strada e di festa\, malinconia da ballo\, viaggio\, nostalgia. Ma nelle mani di Richard Galliano questo strumento smette di appartenere a un solo paesaggio e diventa mondo: attraversa il jazz\, dialoga con Bach\, sfiora il tango\, reinventa la tradizione francese\, si apre alla vertigine dell’improvvisazione. \nPassion Galliano è un incontro con uno dei più grandi interpreti contemporanei della fisarmonica\, un’autentica leggenda che ha trasformato radicalmente il destino del suo strumento. La sua musica nasce da un equilibrio raro: virtuosismo e pudore\, rigore e abbandono\, precisione formale e libertà emotiva. Ogni nota sembra portare con sé una doppia appartenenza: alla terra da cui proviene e all’orizzonte verso cui tende. \nDecisivo\, nel suo cammino\, è l’incontro con Astor Piazzolla\, maestro capace di riconoscere in Galliano non soltanto un interprete\, ma un inventore di linguaggi. È Piazzolla ad incoraggiarlo a tornare alle radici popolari della fisarmonica\, non per conservarle come reliquia\, ma per trasformarle in materia viva. Da questa intuizione nasce il New Musette\, una visione musicale in cui la tradizione francese incontra l’improvvisazione jazz e le inquietudini del presente. \nNella lunga traiettoria artistica di Galliano risuonano incontri straordinari: Chet Baker\, Michel Petrucciani\, Ron Carter\, Charlie Haden\, Wynton Marsalis. Nomi che raccontano non soltanto una carriera\, ma una costellazione di ascolti\, scambi\, attraversamenti. Accanto al jazz\, Galliano ha saputo aprire la fisarmonica anche alla musica colta\, affrontando Johann Sebastian Bach e collaborando con orchestre ed ensemble internazionali\, portando il suo strumento nei luoghi più prestigiosi della vita concertistica. \nMa la sua grandezza non sta solo nell’aver nobilitato la fisarmonica. Sta nell’averne rivelato l’anima segreta: la capacità di respirare con chi ascolta\, di farsi voce umana\, confessione\, slancio\, vertigine. Nelle sue mani\, la fisarmonica non accompagna: racconta. Non colora: apre spazi. Non evoca soltanto il passato: lo reinventa. \nPassion Galliano è un concerto attraversato da intensità\, eleganza e libertà. Un viaggio nella musica come arte dell’incontro: tra tradizione e innovazione\, intimità e respiro internazionale\, memoria popolare e visione contemporanea. Un omaggio alla passione intesa non come enfasi\, ma come forza profonda: quella che trasforma un suono familiare in una lingua universale. \n  \n\nDurante gli spettacoli non è consentito l’ingresso ai cani
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SUMMARY:La Nuit Fantastique | 12-15 AGOSTO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\n\n\n\nEx chiesa del Forte\n“LA NUIT FANTASTIQUE – UN’AVVENTURA SPETTACOLARE NELLA BELLE ÉPOQUE”\nAlcune epoche non smettono di sedurci.Non perché siano state perfette\, ma perché hanno saputo trasformare la vita in visione\, il desiderio in arte\, la notte in promessa. La Belle Époque è una di queste: un tempo febbrile\, scintillante\, inquieto\, in cui pittura\, musica\, invenzione e sogno sembravano mescolarsi nello stesso respiro. \nIl nuovo spettacolo dei Les Farfadais\, La Nuit Fantastique\, in prima nazionale assoluta\, ci invita a varcare quella soglia.Non come spettatori distanti\, ma come ospiti di un caffè parigino dei primi del Novecento\, immersi in un mondo dove tutto può accadere: l’apparizione di artisti e inventori geniali\, il fascino vertiginoso di una musica immortale\, il bagliore di un’immagine che prende vita\, il confine sempre più incerto tra realtà e immaginazione. \n4 REPLICHE: 12-13-14-15 AGOSTO\, CIASCUNA CON POSTI LIMITATI! \nIn scena\, l’universo visionario dei Les Farfadais incontra la presenza di attori e musicisti\, dando vita a uno spettacolo che non si lascia rinchiudere in un solo linguaggio. Musica dal vivo\, teatro\, acrobazia\, circo contemporaneo si intrecciano in un racconto avvolgente\, costruendo una partitura di meraviglia e stupore. Il gesto acrobatico non è virtuosismo fine a sé stesso: è slancio poetico\, metamorfosi\, apparizione. La parola accompagna il viaggio come un filo narrativo capace di evocare atmosfere\, personaggi\, fantasmi di un’epoca. La musica\, dal canto suo\, apre lo spazio dell’emozione e trasforma la scena in una soglia sensibile. \nEntrare in La Nuit Fantastique significa lasciarsi sedurre da una Parigi immaginata e sognata: incontrare pittori leggendari\, ascoltare compositori visionari avvolti nei fumi d’assenzio e nelle nebbie dell’ispirazione\, attraversare la bellezza provocatoria di danzatrici e creature eccentriche\, fino a precipitare in una dimensione quasi cinematografica\, dove reale e irreale si sfiorano continuamente. \nÈ uno spettacolo che guarda alla Belle Époque non come a una cartolina nostalgica\, ma come a un laboratorio di immaginazione\, libertà e vertigine. Un tempo in cui l’arte era ancora capace di scandalizzare\, incantare\, spostare i confini del possibile. E proprio questa energia torna a vivere sulla scena\, in una forma immersiva e scintillante\, seducente e visionaria. \nLa Nuit Fantastique è\, in fondo\, un’avventura ai confini della fantasia.Ma con l’eleganza di un caffè parigino\, il brivido del teatro e la leggerezza di un sogno che\, per una sera\, sceglie di farsi spettacolo. \nCon \nLes Farfadais \nNarratore: Ivan Perna \nPianoforte: Francesco Gaspardone \nRegia di: Ivan Perna \n\n\nDurante gli spettacoli non è consentito l’ingresso ai cani
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