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SUMMARY:Passi Egizi | 1 LUGLIO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\nSi può acquistare il biglietto:\n 1) ONLINE: Intero (€15) o Ridotto studenti (€13)\n 2) IN CASSA LA SERA DELLO SPETTACOLO a partire dalle 20.00 acquistando a) solo Spettacolo b) o lo Spettacolo + la Mostra “Gaza\, il futuro ha un cuore antico- materie e memorie del Mediterraneo”\, visitabile dalle 20.00 alle 21.00. In tal caso si ha diritto ad una doppia riduzione e il biglietto per lo spettacolo costa €10 e quello per la mostra €6\,00\n____________________\n \n“P A Ƨ S I  Ʃ G I Z I” – SABRINA OGGERO VIALE TRIO\nCi sono viaggi che non attraversano lo spazio\, ma il tempo profondo delle civiltà.Viaggi che iniziano da una voce e aprono\, nota dopo nota\, una soglia: verso il rito\, il mito\, la notte\, la memoria. \nCon P A Ƨ S I Ʃ G I Z I\, ideato da Sabrina Oggero Viale in occasione del bicentenario del Museo Egizio di Torino\, il concerto diventa un’esperienza sonora di attraversamento. Non una semplice evocazione dell’antico Egitto\, ma un cammino immaginario tra presenze potenti e ambivalenti: dee creatrici e distruttrici\, figure venerate e temute\, cantatrici del tempio\, sacerdotesse\, voci che sembrano emergere da un tempo remoto e parlare ancora al nostro presente. \nAl centro\, il canto: guida\, invocazione\, materia viva. È la voce a condurci nel viaggio notturno del Dio Sole Ra\, a portarci davanti alla “falsa porta” del tempio\, là dove il confine tra vita e aldilà si fa domanda\, dubbio\, vertigine. È ancora la voce a richiamare la principessa Ahmose\, la cui mummia è conservata a Torino\, e ad aprire infine uno spazio di luce con Amel— speranza\, in arabo — come invito a gioire\, cantare\, ora come allora. \nLingue diverse — inglese\, italiano\, francese\, arabo\, gramelot — si fondono in una linea sonora che unisce epoche e mondi. Jazz\, canto popolare e rituale\, pop e improvvisazione si intrecciano come sabbia\, vento\, respiro. Accanto alla voce di Sabrina Oggero Viale\, la chitarra classica di Loris Deval e la tromba con live effects di Tiziano Codoro costruiscono un paesaggio acustico ed elettrico\, fragile e visionario: atmosfere notturne\, canti rituali\, delicate sospensioni liriche improvvisamente attraversate da assoli jazz e sciamanici. \nP A Ƨ S I Ʃ G I Z I è un ponte sonoro tra ciò che è stato e ciò che continua a vibrare. Un rito contemporaneo in cui l’antico non viene contemplato da lontano\, ma risvegliato: come una voce sepolta che torna a chiamarci\, da altri tempi\, verso la speranza.
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SUMMARY:Moirai | 2 LUGLIO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\nSi può acquistare il biglietto:\n 1) ONLINE: Intero (€15) o Ridotto studenti (€13)\n 2) IN CASSA LA SERA DELLO SPETTACOLO a partire dalle 20.00 acquistando a) solo Spettacolo b) o lo Spettacolo + la Mostra “Gaza\, il futuro ha un cuore antico- materie e memorie del Mediterraneo”\, visitabile dalle 20.00 alle 21.00. In tal caso si ha diritto ad una doppia riduzione e il biglietto per lo spettacolo costa €10 e quello per la mostra €6\,00\n____________________\n“MOIRAI”\nMoirai è il termine greco che indica le Moire\, le Parche.Su invito a ispirarsi all’arte della tessitura\, Bianco — accompagnato dai madrigali di Monteverdi — mette in risalto quei fili sottili che sembra determinino il nostro destino: il mistero della vita\, dell’amore e della morte che si intrecciano anche a nel canto monteverdiano.I fili delle Moire\, inspiegabili nelle loro traiettorie\, compongono la trama di un destino sconosciuto\, spesso pronto a sorprenderci con l’imprevedibile lacerazione delle sue maglie. Ne nasce un lavoro sulla caducità delle cose umane e\, al tempo stesso\, sull’appassionato e continuo evolversi della vita. \nIdeazione e coreografia: Raphael BiancoMusiche: Claudio MonteverdiLive Electronics: Cristina Mercuri
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SUMMARY:Ancia Elettronica | 3 LUGLIO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\nSi può acquistare il biglietto:\n 1) ONLINE: Intero (€15) o Ridotto studenti (€13)\n 2) IN CASSA LA SERA DELLO SPETTACOLO a partire dalle 20.00 acquistando a) solo Spettacolo b) o lo Spettacolo + la Mostra “Gaza\, il futuro ha un cuore antico- materie e memorie del Mediterraneo”\, visitabile dalle 20.00 alle 21.00. In tal caso si ha diritto ad una doppia riduzione e il biglietto per lo spettacolo costa €10 e quello per la mostra €6\,00\n____________________\n \n“ANCIA ELETTRONICA” – ANDRAŽ GOLOB E CRISTINA MERCURI\nNello spirito del Festival si moltiplicano gli incontri ispirati alle “narrazioni parallele”: visioni che si intrecciano in modo emozionante\, sorprendente seppur apparentemente destinate a non incontrarsi mai. \nCon “Ancia Elettronica”\, Andraž Golob e Cristina Mercuri abitano proprio questa distanza: non per cancellarla\, ma per attraversarla. Il progetto nasce nello spirito più autentico di Narrazioni Parallele Festival: mettere in relazione traiettorie che sembrerebbero destinate a procedere separate\, e scoprire invece che proprio nello scarto\, nell’attrito\, nell’ascolto reciproco può nascere una lingua nuova. \nGolob porta con sé il rigore e la profondità di una formazione classica internazionale: clarinettista sloveno\, è clarinetto basso dei Berliner Philharmoniker dal 2021\, dopo un percorso che lo ha condotto dalla Slovenia a Graz\, passando per esperienze orchestrali e cameristiche di altissimo livello. Cristina Mercuri porta invece la vibrazione del suono elettronico\, la possibilità di trasformare la materia acustica in spazio mentale\, impulso\, riverbero\, visione. \nIl loro incontro non cerca una fusione rassicurante. Al contrario\, accetta il rischio del contrasto: rimandi\, deviazioni\, ammiccamenti\, fratture improvvise e momenti di inattesa sintesi. L’ancia diventa soglia\, l’elettronica diventa respiro; il gesto strumentale si prolunga nel circuito\, mentre il suono digitale sembra cercare una propria carne\, una propria voce. \nIn questo dialogo\, la musica si fa esercizio di apertura. Dimostra che un linguaggio comune non nasce dall’annullamento delle differenze\, ma dalla loro capacità di ascoltarsi. “Ancia Elettronica” è così una piccola\, intensa dichiarazione poetica contro i muri e le separazioni: un concerto come luogo di incontro\, in cui due identità sonore si sfidano\, si trasformano e\, per un istante\, imparano a parlare insieme.
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SUMMARY:Rapsodia di Terra e di Luna - Le voci femminili dell'antichità | 4 LUGLIO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\n\n\n\nSi può acquistare il biglietto:\n 1) ONLINE: Intero (€15) o Ridotto studenti (€13)\n 2) IN CASSA LA SERA DELLO SPETTACOLO a partire dalle 20.00 acquistando a) solo Spettacolo b) o lo Spettacolo + la Mostra “Gaza\, il futuro ha un cuore antico- materie e memorie del Mediterraneo”\, visitabile dalle 20.00 alle 21.00. In tal caso si ha diritto ad una doppia riduzione e il biglietto per lo spettacolo costa €10 e quello per la mostra €6\,00\n____________________\n \n“RAPSODIA DI TERRA E DI LUNA – LE VOCI FEMMINILI DELL’ANTICHITÀ” – ANGELICA CATHARIOU\, MARIA ELENA BOVIO\, ALEXANDAR GRANDAL\nCi sono voci che arrivano da lontanissimo e non hanno mai smesso di parlarci.Sono voci incise nella pietra\, affidate alla memoria dei templi\, custodite nei frammenti della poesia\, sopravvissute al crollo degli imperi e alla polvere dei secoli. Voci di donne che non appartengono soltanto al passato: lo attraversano\, lo incrinano\, lo illuminano. \nCon Rapsodia di Terra e di Luna\, la voce di Angelica Cathariou\, l’arpa di Maria Elena Bovio e il fagotto di Alexander Grandal aprono un varco sonoro verso la Grecia arcaica e verso civiltà ancora più remote\, dimenticate solo in apparenza. Il concerto diventa così un viaggio tra mondi scomparsi e sensibilità contemporanea\, dove la musica non ricostruisce semplicemente l’antico\, ma lo risveglia come una materia viva\, fragile e incandescente. \nAl centro del percorso emergono figure femminili che hanno abitato la parola come atto d’amore\, di potere\, di preghiera. Enheduanna\, principessa e sacerdotessa nell’impero di Sargon\, tra le prime autrici di cui conosciamo il nome\, fa risuonare una voce che unisce il sacro alla politica\, il canto all’autorità spirituale. Saffo\, dal suo tiaso\, trasforma il desiderio in forma poetica assoluta\, facendo dell’intimità una forza capace di attraversare i millenni. Sulpicia\, nella Roma del I secolo a.C.\, consegna alla parola amorosa una libertà sorprendente\, ancora oggi vicina\, diretta\, ardente. \nA dare corpo a queste presenze è un trio dal timbro raro: la voce intensa di Angelica Cathariou\, artista capace di muoversi tra teatro musicale\, repertorio operistico e ricerca contemporanea; l’arpa di Maria Elena Bovio\, docente al Conservatorio “G. Verdi” di Milano e interprete attiva tra repertorio classico e musica d’oggi; il fagotto di Alexander Grandal\, primo fagotto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI\, strumento dalla voce profonda\, arcaica\, quasi terrestre.  \nVoce\, arpa e fagotto formano una costellazione sonora inattesa: il respiro\, la corda\, il legno. Tre materie diverse che evocano il rito\, il racconto\, la memoria.  \nRapsodia di Terra e di Luna non è un omaggio museale\, ma un ascolto vivo. È un invito a riconoscere\, nelle parole di queste donne\, domande che non si sono mai spente: il desiderio\, il potere\, il rapporto con il divino\, il corpo\, la libertà\, la possibilità di lasciare una traccia. Perché alcune voci non chiedono di essere ricordate: chiedono di essere nuovamente ascoltate.
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SUMMARY:Veni\, Vidi\, So - Lo sguardo che conosce: ANTEPRIMA | 24 LUGLIO
DESCRIPTION:“VENI\, VIDI\, SO – LO SGUARDO CHE CONOSCE: ANTEPRIMA”\nSi vede davvero quando si vede?E cosa accade quando lo sguardo\, invece di possedere il mondo\, accetta di smarrirsi? \nVENI\, VIDI\, SO – lo sguardo che conosce nasce da questa domanda semplice e vertiginosa. Vedere non è mai soltanto vedere: ogni visione porta con sé un’ombra\, ogni luce custodisce una parte di notte\, ogni sguardo ha bisogno di un velo\, di un ostacolo\, di una distanza per imparare davvero a conoscere. \nLa performance della Compagnia Tecnologia Filosofica invita il pubblico a entrare in un’esperienza di percezione mobile\, fragile\, continuamente trasformata. Due danzatrici e un musicista abitano lo spazio come una domanda aperta: dove accade l’azione? Da dove la sto guardando? Che cosa cambia se la danza appare di lato\, da lontano\, attraverso un pertugio\, dietro una soglia\, dentro un’improvvisa cornice? E come cambia la musica quando non accompagna semplicemente la scena\, ma respira insieme al luogo? \nPer Narrazioni Parallele Festival\, VENI\, VIDI\, SO diventa un progetto site-specific costruito sui luoghi del Borgo di Fenestrelle e del Forte di Fenestrelle. Non un unico spettacolo replicato in spazi diversi\, ma un organismo che muta forma a seconda del paesaggio che lo accoglie. Il Borgo e il Forte non sono scenografie: sono corpi\, superfici\, memorie\, prospettive. Luoghi che guardano e che chiedono di essere guardati diversamente. \nIl 24 luglio l’Anteprima apre il percorso come una prima soglia: un invito a disporre lo sguardo\, a entrare in una grammatica della percezione fatta di attesa\, prossimità\, spaesamento. \nIl 25 luglio\, con VENI\, VIDI\, SO_Il Forte Borgo\, lo spettacolo si dedica al Borgo: qui lo sguardo si fa erranza\, contatto\, vita minuta. Le case\, i passaggi\, le aperture\, le distanze quotidiane diventano punti di osservazione. Il pubblico non assiste soltanto: cerca\, sbircia\, si sposta\, costruisce la propria cornice. Il borgo si fa corpo\, luogo di relazione\, spazio in cui ciò che è familiare può improvvisamente diventare enigmatico. \nIl 26 luglio\, con VENI\, VIDI\, SO_Il Borgo Forte\, la performance si rivolge invece al Forte: architettura monumentale\, memoria stratificata\, macchina di pietra e di visione. Qui lo sguardo assume un’altra vibrazione: più ampia\, più verticale\, forse più inquieta. La prospettiva si dilata\, il corpo misura la distanza\, la musica abita cavità\, superfici\, echi. Nel Forte vedere significa confrontarsi con ciò che sovrasta\, protegge\, separa\, custodisce. \nTre momenti\, dunque\, e due spettacoli che si rispecchiano senza coincidere. Come se il Borgo e il Forte fossero due occhi diversi dello stesso paesaggio: uno più intimo\, abitato\, vicino alla pelle della comunità; l’altro più vasto\, minerale\, sospeso tra difesa\, memoria e orizzonte. \nVENI\, VIDI\, SO è un invito a vedere con altri occhi\, ad ascoltare con altre orecchie\, a toccare con altre mani. Una performance che intreccia danza\, paesaggio sonoro live\, gesto\, materia e comunità\, ricordandoci — con Merleau-Ponty — che vediamo il mondo\, eppure dobbiamo imparare ogni giorno a vederlo.
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LOCATION:Ufficio del Turismo di Fenestrelle\, Via Umberto I\, 100\, Fenestrelle (TO)\, 10060\, Italy
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SUMMARY:Veni\, Vidi\, So - il Forte Borgo | 25 LUGLIO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\n\n\n\n“VENI\, VIDI\, SO – IL FORTE BORGO”\nSi vede davvero quando si vede?E cosa accade quando lo sguardo\, invece di possedere il mondo\, accetta di smarrirsi? \nVENI\, VIDI\, SO – lo sguardo che conosce nasce da questa domanda semplice e vertiginosa. Vedere non è mai soltanto vedere: ogni visione porta con sé un’ombra\, ogni luce custodisce una parte di notte\, ogni sguardo ha bisogno di un velo\, di un ostacolo\, di una distanza per imparare davvero a conoscere. \nLa performance della Compagnia Tecnologia Filosofica invita il pubblico a entrare in un’esperienza di percezione mobile\, fragile\, continuamente trasformata. Due danzatrici e un musicista abitano lo spazio come una domanda aperta: dove accade l’azione? Da dove la sto guardando? Che cosa cambia se la danza appare di lato\, da lontano\, attraverso un pertugio\, dietro una soglia\, dentro un’improvvisa cornice? E come cambia la musica quando non accompagna semplicemente la scena\, ma respira insieme al luogo? \nPer Narrazioni Parallele Festival\, VENI\, VIDI\, SO diventa un progetto site-specific costruito sui luoghi del Borgo di Fenestrelle e del Forte di Fenestrelle. Non un unico spettacolo replicato in spazi diversi\, ma un organismo che muta forma a seconda del paesaggio che lo accoglie. Il Borgo e il Forte non sono scenografie: sono corpi\, superfici\, memorie\, prospettive. Luoghi che guardano e che chiedono di essere guardati diversamente. \nIl 25 luglio\, con VENI\, VIDI\, SO_Il Forte Borgo\, la performance si rivolge al FORTE: architettura monumentale\, memoria stratificata\, macchina di pietra e di visione. Qui lo sguardo assume un’altra vibrazione: più ampia\, più verticale\, forse più inquieta. La prospettiva si dilata\, il corpo misura la distanza\, la musica abita cavità\, superfici\, echi. Nel Forte vedere significa confrontarsi con ciò che sovrasta\, protegge\, separa\, custodisce. \nVENI\, VIDI\, SO è un invito a vedere con altri occhi\, ad ascoltare con altre orecchie\, a toccare con altre mani. Una performance che intreccia danza\, paesaggio sonoro live\, gesto\, materia e comunità\, ricordandoci — con Merleau-Ponty — che vediamo il mondo\, eppure dobbiamo imparare ogni giorno a vederlo.
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SUMMARY:Veni\, Vidi\, So - il Borgo Forte | 26 LUGLIO
DESCRIPTION:Acquista il biglietto\n\n\n\n\n“VENI\, VIDI\, SO – IL BORGO FORTE”\nSi vede davvero quando si vede?E cosa accade quando lo sguardo\, invece di possedere il mondo\, accetta di smarrirsi? \nVENI\, VIDI\, SO – lo sguardo che conosce nasce da questa domanda semplice e vertiginosa. Vedere non è mai soltanto vedere: ogni visione porta con sé un’ombra\, ogni luce custodisce una parte di notte\, ogni sguardo ha bisogno di un velo\, di un ostacolo\, di una distanza per imparare davvero a conoscere. \nLa performance della Compagnia Tecnologia Filosofica invita il pubblico a entrare in un’esperienza di percezione mobile\, fragile\, continuamente trasformata. Due danzatrici e un musicista abitano lo spazio come una domanda aperta: dove accade l’azione? Da dove la sto guardando? Che cosa cambia se la danza appare di lato\, da lontano\, attraverso un pertugio\, dietro una soglia\, dentro un’improvvisa cornice? E come cambia la musica quando non accompagna semplicemente la scena\, ma respira insieme al luogo? \nPer Narrazioni Parallele Festival\, VENI\, VIDI\, SO diventa un progetto site-specific costruito sui luoghi del Borgo di Fenestrelle e del Forte di Fenestrelle. Non un unico spettacolo replicato in spazi diversi\, ma un organismo che muta forma a seconda del paesaggio che lo accoglie. Il Borgo e il Forte non sono scenografie: sono corpi\, superfici\, memorie\, prospettive. Luoghi che guardano e che chiedono di essere guardati diversamente. \nIl 26 luglio\, con VENI\, VIDI\, SO_Il Borgo Forte\, lo spettacolo si dedica al BORGO: qui lo sguardo si fa erranza\, contatto\, vita minuta. Le case\, i passaggi\, le aperture\, le distanze quotidiane diventano punti di osservazione. Il pubblico non assiste soltanto: cerca\, sbircia\, si sposta\, costruisce la propria cornice. Il borgo si fa corpo\, luogo di relazione\, spazio in cui ciò che è familiare può improvvisamente diventare enigmatico. \nVENI\, VIDI\, SO è un invito a vedere con altri occhi\, ad ascoltare con altre orecchie\, a toccare con altre mani. Una performance che intreccia danza\, paesaggio sonoro live\, gesto\, materia e comunità\, ricordandoci — con Merleau-Ponty — che vediamo il mondo\, eppure dobbiamo imparare ogni giorno a vederlo.
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